L’addio di James Lowe al rugby irlandese continua a far discutere. Dopo l’annuncio ufficiale della sua partenza dal Leinster a fine stagione, sono emersi nuovi dettagli sulle trattative che avrebbero portato il 33enne esterno e il sindacato irlandese allo sfascio. La storia è stata raccontata dall’ex lanciatore dell’Irlanda e del Leinster James Tracy, che ha puntato il dito contro la direzione dell’IRFU, sostenendo che a Lowe era stato inizialmente garantito di restare fino alla Coppa del Mondo del 2027 prima che i termini del suo contratto venissero drasticamente modificati.
All’inizio di questa settimana, Lowe ha confermato che avrebbe lasciato il Leinster alla fine della stagione, ponendo fine a settimane di voci. Il futuro del terzino sembra destinato al Giappone e un eventuale trasferimento all’estero metterebbe automaticamente fine anche alla sua esperienza con la maglia dell’Irlanda.
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Una conclusione agrodolce per uno dei giocatori di rugby irlandesi più influenti degli ultimi anni, che ha collezionato 45 presenze in nazionale ed è ancora considerato un giocatore importante in vista della prossima Coppa del Mondo in Australia. Lo stesso Lowe ha ammesso, annunciando la decisione, che la sua storia con l’Irlanda non avrebbe avuto il “finale da favola” che aveva immaginato.
James Tracy, ex moglie di Lowe ed ex compagno di squadra, ha fatto nuova luce sulla questione durante un intervento sul podcast Senza palla: “Penso che James Lowe sia rattristato da questa situazione quanto tutti noi. Questa è la parte più triste. Stiamo parlando di un giocatore che può spaccare le partite. Davvero non abbiamo nessuno in questo paese con le sue qualità”.
Secondo Tracy, la decisione è dipesa da una precisa scelta economica della federazione: “È stato licenziato perché i dirigenti dell’IRFU hanno cercato di fare i furbi e di risparmiare. Pensavano che aspettasse il Mondiale e che avrebbero potuto trattenerlo per circa la metà della cifra concordata per il rinnovo”.
La ricostruzione di Tracy entra poi nel dettaglio delle trattative. “A quanto mi risulta, aveva sul tavolo un contratto di un anno più un’opzione per una seconda stagione e si aspettava che il prolungamento venisse approvato. Il contratto prevedeva che sarebbe rimasto fino alla Coppa del Mondo alle stesse condizioni finanziarie del suo contratto precedente”.
Poi è arrivata la svolta: “Nelle ultime ore gli è stata consegnata una lettera in cui gli veniva comunicato l’annullamento dell’opzione per l’anno in più. E pochi giorni dopo gli è stato offerto un nuovo contratto a circa la metà della cifra inizialmente prevista”.
Pur ammettendo che la federazione aveva il diritto di utilizzare la clausola contrattuale, Tracy ha criticato la gestione della situazione: “Avevano il diritto di utilizzare la clausola rescissoria. Ma se vuoi chiudere, chiudi. Non tornare con mezza offerta”.
Secondo Tracy, il punto più sorprendente della storia è che nessuna delle parti direttamente coinvolte sembrava voler separarsi: “È una fine molto deludente per una situazione che la maggior parte delle persone probabilmente non voleva. Andy Farrell lo voleva, Leinster lo voleva, lui voleva restare. È uno scenario insolito e spero che non si ripeta in futuro”.
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Credit Post By: Francesco Palma