Dopo aver passato un po’ di tempo a guardare e fare ricerche sui playoff della Superlega italiana, volevo scrivere una sorta di analisi. Il mio primo pensiero è stato, come suggerisce il titolo, spiegare esattamente perché Perugia ha vinto. Quindi ho preso le statistiche delle semifinali e delle finali e le ho analizzate attraverso i miei modelli1. Dato che il Perugia ha vinto quelle due serie per 3-0, non vi sorprenderà sapere che il processo è stato breve. Il Perugia ha vinto perché è stato più bravo. Meglio in (quasi) ogni ambito. Come sempre, tutte le analisi vengono eseguite tramite la suite di applicazioni Science Untangled. Sai che dovresti usarli.
Insomma, Perugia Sideout ha aggiunto valore2 era del 3,5%. Il resto delle prime quattro squadre aveva Verona 1,6%, Civitanova 1,0% e Piacenza -3,4%. Anche l’accoglienza a Perugia è stata delle migliori. Hanno adottato una piattaforma (gioco di parole) di migliore ricezione e valore aggiunto attraverso il loro sistema offensivo (cioè una combinazione di tattica, palleggiatore e attaccante).
Nella fase di breakpoint il valore aggiunto del breakpoint di Perugia è stato del 2,2%.3. Tutti gli avversari hanno avuto un valore aggiunto negativo, il che significa che il sistema di muro e difesa del Perugia è stato l’unico in grado di sfruttare il loro servizio, anche a livello di break point. Civitanova era -1,9%, Verona -2,4%4 e Piacenza -2,5%. Non stupitevi nell’apprendere che Perugia ha avuto anche il vantaggio più efficace (e il minor numero di ace 🤔). Hanno preso una piattaforma (nessun gioco di parole qui) di eccellente servizio e valore aggiunto attraverso il sistema difensivo (cioè coordinamento di blocco, difesa e attacco in transizione).
Tutto sommato il Perugia ha vinto perché era molto più forte. Anche se questa non è certo un’analisi innovativa per chiunque abbia guardato le partite reali, ho trovato qualcosa che (per me) è davvero interessante.
Tradizionalmente, gli italiani danno un margine molto alto nelle palle alte; attacco, blocco e controllo. La capacità di attaccare le palle alte è stata spesso considerata un’abilità determinante per il successo nel campionato italiano. Ed è nell’analisi della palla alta che le cose diventano davvero interessanti/strane. Perugia era tutt’altro miglior squadra che colpisce la palla alta tra le prime quattro. Segnare il 36,2% è un ottimo risultato perché significa vincere il 63,5% degli scambi5entrambi garantirebbero quasi sempre il successo. Ma ciò che sorprende è quanto scarse (sopraffatte?) fossero le altre squadre in questo settore. Segnare meno del 50% di quegli scambi è davvero insolito anche per le squadre “cattive”. Nella serie semifinale di Verona l’efficienza dell’attacco è stata del -11,3%!! È un piccolo campione, ma sono sicuro che chiunque guardasse la loro lista non crederebbe a quella statistica.
Quando giriamo i campi e osserviamo la difesa a palla alta, vediamo risultati più insoliti. Possiamo vedere che le prime tre squadre avevano una percentuale di attacco simile, ma in termini di tasso di vittorie negli scambi, le squadre avversarie hanno vinto meno del 50% degli scambi in cui hanno colpito la palla alta contro Perugia. Perugia era tutt’altro la squadra migliore nel difendere (e rimontare) i palloni alti.

Quindi eccolo qui. Il Perugia ha vinto perché semplicemente era migliore, ma lo era soprattutto quando entrambe le squadre uscivano dal sistema. Allora lo furono waaaayyyy Meglio.
Un’altra cosa sulle palle alte. Pensavo di aver visto la tendenza a piazzare palle alte e pesanti al centro della rete invece che all’esterno. E non erano i centrali ad essere pronti a battere, erano gli esterni e le fasce opposte a prepararsi a colpire palle lontane da quella che normalmente ci aspettiamo sia la loro finestra di battuta. Qualcosa del genere.
Non posso dire con certezza se si tratti di una nuova tendenza o di una tattica, ma è successo abbastanza spesso da aggiungere un codice combinato al mio database DataVolley. E’ qualcosa che sto guardando.
Credit Post By: Mark Lebedew