Dettagli tesseramento 2025/26: arriva il divieto FIR

Lo hanno riferito questa mattina alcuni media della Lega per la Promozione del Rugby (LPR), che rappresenta i 57 club al di sotto del livello elite della Serie A. Il comunicato della LPR segnala un calo di 4.848 iscritti in Italia, confrontando i dati da giugno 2025 a gennaio 2026, e parla di “una diminuzione significativa del numero complessivo degli iscritti, che conferma una tendenza che non sembra essersi arrestata negli ultimi anni”.

Dopo la pubblicazione di questi articoli sull’argomento, l’Unione Italiana Rugby ha risposto ufficialmente smentendo i numeri precedentemente pubblicati. Di seguito il comunicato stampa completo della FIR.

A causa di alcune recenti ed errate ricostruzioni apparse oggi su alcuni media e relative all’andamento del numero dei tesserati italiani, l’Unione Italiana Rugby ritiene necessario intervenire in tale vicenda al fine di tutelare l’immagine dell’organizzazione e soprattutto l’impegno ed i risultati conseguiti dalle società e dal movimento nel suo complesso.

In particolare, è necessario ripristinare la corretta interpretazione metodologica dei dati diffusi e utilizzati nelle ricostruzioni giornalistiche, poiché la natura dei cicli stagionali sottesi all’attività richiede valutazioni effettuate su periodi omogenei, o preferibilmente sulla base di dati di fine stagione, che è l’unica finestra che consente una misurazione realmente rappresentativa.

Prendendo in considerazione i soli dati degli atleti che hanno partecipato all’attività agonistica nella stagione sportiva 25/26, i dati ufficiali FIR mostrano un aumento percentuale dell’1%, con un totale di 65.114 praticanti rispetto ai 64.414 che risultavano essere nel 2024/2025.

Il dato percentuale è tanto più significativo in quanto rappresenta il primo, confortante segnale di un ritorno alla crescita degli apprendisti dopo la costante curva discendente che aveva caratterizzato le stagioni del precedente mandato, con la perdita complessiva di atleti e atlete tra il 2021/22 e il 2023/24* pari al -4,47%.

È inoltre rilevante sottolineare come l’Unione Italiana Rugby sia pienamente consapevole di come la propria missione statutaria sia fondata sullo sviluppo della disciplina e sull’ampliamento della base dei praticanti quale elemento strategico che garantisce la sostenibilità futura del movimento in tutte le sue componenti, nonché la sua crescita qualitativa e quantitativa ad ogni livello di gioco.

Tutti i progetti programmatici e le attività della Federazione sono e resteranno finalizzati a garantire il benessere e lo sviluppo del rugby italiano e dei club affini nel lungo termine, nella consapevolezza delle difficoltà che l’attuale contesto sociale e storico, il calo demografico e la crescente tendenza alla rinuncia allo sport in età adolescenziale costituiscono oggi la sfida principale non solo per l’intero sistema sportivo italiano, ma per l’intera disciplina da tappeto.

Alla luce di tutto ciò, l’aumento dell’1% dei praticanti va interpretato come un risultato concreto dell’impegno quotidiano del movimento di base. Un segnale incoraggiante che testimonia il lavoro svolto dalle società affiliate, dai dirigenti, dai tecnici, dai volontari e da tutte le persone che ogni giorno lavorano con passione e impegno per promuovere il rugby nel territorio, per attrarre nuovi giocatori e per offrire alle nuove generazioni opportunità di gioco e di crescita.

Il riconoscimento della Federazione Italiana Rugby per il suo prezioso contributo allo sviluppo e al futuro del nostro sport va a tutti i club che affrontano con determinazione le sfide del contesto attuale. I risultati registrati rappresentano soprattutto il frutto del loro lavoro, della loro capacità di costruire comunità e del loro continuo impegno per il rugby italiano.

*tutti i dati sono calcolati al 17 giugno di ciascun anno osservato e sono relativi al numero di atleti e atlete effettivamente partecipanti alle attività sportive. I dati non tengono conto di tutte le altre categorie (arbitri, tecnici, dirigenti) che partecipano alla quota associativa.

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Credit Post By: Francesco Palma

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